Paolo Montevecchi

“Paolo Montevecchi è conosciuto per essere un intenso ed elegante scrittore di testi. E’ suo “Ayrton” portato al successo da Lucio Dalla . Montevecchi, oltre ad essere coautore di alcune pièces di Mario Scaccia, ha dato alle stampe recentemente un romanzo, REGATE DI TERRA,dove affronta il tema dello stalking, azione nefasta a prescindere dall’età e dal genere cui è rivolta. La storia si incentra sulla liaison tormentata di due uomini, ognuno con storie parallele, che vivono il loro legame in modo conflittuale proprio per la mancanza di equilibrio di uno dei due condizionato com’è dalle convenzioni sociali ma soprattutto avvicinatosi alla trasgressione senza aver accettato la propria diversità e alla quale crede di poter abiurare usando l’arma della delazione e della calunnia. E’ una storia interessante, con reiterazioni che a volte spezzano l’attenzione, ma che ha il pregio della ricerca della verità in un ambiente intessuto di mistificazioni. Le atmosfere marine dell’adriatico cesenate, ben tratteggiate, ci riportano a mondi felliniani affondati in un coacervo mnemonico da dove emergono, a tratti, echi de LO SCEICCO BIANCO. Ma è IL SERVO di Losey il riferimento più calzante, saggio sulla subalternità dei ruoli in cui questi finiscono inevitabilmente per confondersi in una dimensione claustrofobica. Da questo romanzo Montevecchi trae ora materiale per un recital (STALKING: ATTI PERSECUTORI) dove prendono forma quei fantasmi che, irretiti dalla pagina,vagavano in cerca di un burattinaio. Per chi ha letto il libro è difficile dire se questi si siano trasferiti sulle tavole del palcoscenico o rimangono, illanguiditi, nella foresta dei caratteri tipografici. Ci sembra questo un lavoro altro, anche se medesimo è l’impiantito ed identiche le motivazioni che ispirano entrambi. La regia è dello stesso autore che impiega in questo contesto tecnologia avanzata. Dialoga in scena con un iPad, interagisce con dei video attraverso i QR code (presenti anche nel romanzo). Lo spettacolo è stimolante, come stimolante è il ricorso alle innovazioni che non ci si aspetterebbe ma è l’assunto a farci riflettere: le dinamiche che regolano il rapporto tra vittima e carnefice, i guasti che produce l’atteggiamento persecutorio che spesso genera stati depressivi, attacchi di panico fino all’abbandono nell’etilismo che , il più delle volte, costituisce una via di non ritorno. Va segnalato uno spettacolo nello spettacolo: la performance di Corrado Cacciaguerra, chitarrista di Kid Creole,di Gloria Gainor,di Andrea Mingardi.” Aldo Colonna – “L’Unità” 09/10/12

Altezza:     1.74
Capelli:       Castano chiari
Occhi:         Castani
Lingue:       Inglese